Il fondo prezioso della Biblioteca “Carlo Antonio Venturi”

La Biblioteca del Conservatorio “Luca Marenzio” affianca, alla corrente sezione didattica, un “Fondo prezioso” che comprende manoscritti e stampe musicali databili dalla fine del XVIII secolo. Tale raccolta si è costituita nel tempo con i lasciti di musicisti e musicofili bresciani; il tenore  Francesco Pasini – allora economo dell’Istituto musicale “Venturi” (che poi si trasformò nell’attuale Conservatorio) –  registrava con cura, dal 1890, l’arrivo di queste donazioni. I nomi dei donatori, tutte figure di rilievo nella vita culturale cittadina, ci fanno ripercorrere la storia musicale della nostra città dalla seconda metà dell’Ottocento: Francesco Rovetta, Paolo Chimeri, Carlo Porro, Antonio Grassi, Giovanni Premoli, Giacinto Conti, Carlo Baresani, Giuseppe Soncini, i nobili fratelli Rota. Troviamo depositati anche il fondo della Società dei Concerti e – fra gli ultimi arrivati – i lasciti Luigi Manenti (direttore del Conservatorio: tutta la sua produzione, perlopiù in stesura autografa), Torlaschi (comprendente, fra l’altro, una significativa raccolta di libretti) e Tonelli (altro direttore del Conservatorio: l’intera sua produzione autografa). Pregevole e variegata è poi la sezione Pasini, donata dalla moglie di Francesco all’Istituto musicale nel 1911, anno della morte del tenore che non lasciò eredi, con questa annotazione: “Scopo precipuo di questo, sia pur modesto, dono perché serva agli allievi e studiosi quale biblioteca musicale circolante”.

Potremmo citare molte gemme del fondo prezioso, ma basterà qui ricordare, per le edizioni a stampa, l’Estro poetico-armonico di Marcello nelle edizioni del 1724 (“pregevoli salmi di Benedetto Marcello, in 8 volumi rilegati editi a Venezia nel 1724”, secondo la nota scritta da Pasini per segnalare, al sindaco di Brescia,  il dono fatto da Francesco Rovetta il 17.12.1890) e del 1803, il Miserere e l’Orfeo di Bertoni (il primo nel Fondo Soncini, l’altro nel Fondo Pasini), oltre a molte e rare edizioni Artaria di Mozart, Haydn, Clementi, Beethoven. Fra i manoscritti conserviamo stesure settecentesche, spesso importanti, di melodrammi, oratori e cantate di Hasse, Marcello, Galuppi (Il mondo della luna), Leo (La caduta di Germanico), Gnocchi (partiture di Concerti e di Sonate), donate dagli eredi di Giovanni Battista Soncini, oltre alla produzione per cembalo di Turrini e alla vasta e assai interessante collezione di Sonate per organo composte o copiate da Michele Nicolosi nei primi trent’anni dell’800.

Grazie al cofinanziamento della Regione Lombardia e della Fondazione Banca Nazionale delle Comunicazioni buona parte del Fondo prezioso, sia della sezione manoscritti sia della sezione edizioni a stampa, è già stata catalogata ed è visibile nel catalogo nazionale SBN (codice della biblioteca: BS0200). Sempre grazie al cofinanziamento della Regione Lombardia abbiamo anche digitalizzato gran parte della sezione manoscritti musicali, che presto sarà disponibile in rete.

Di certo il “Fondo prezioso” della Biblioteca del Conservatorio è fra i più importanti fondi musicali della nostra Regione; sicuramente, dopo la Biblioteca del Conservatorio di Milano, è il più significativo fondo musicale conservato in un Conservatorio o Scuola di musica regionale. Rappresenta un punto di interesse per musicisti e per musicologi di tutta Italia, e del mondo intero. Lo testimoniano le frequenti richieste di visione e di riproduzione.

Da poco il Fondo prezioso, dopo anni di sistemazioni precarie, grazie al cofinanziamento della Fondazione Comunità Bresciana, ha trovato un suo spazio, confortevole, che ne permette una conservazione sicura, oltre che una consultazione agevole e completa. Sistemati i manoscritti e le edizioni a stampa in armadi compattabili, si sta ora lavorando alla definitiva catalogazione delle musiche che ancora non è stato possibile inventariare e collocare.